Programma 2018-2019

pellicola

Programma proiezioni

CINECIRCOLO Santa Chiara

Anno Sociale 2018 – 2019

04/11 L’ora legale

 25/11 Sicilian Ghost Story

 02/12 Eddie the Eagle – Il coraggio della follia

 16/12 La tartaruga Rossa

 13/01 Classe Z

 27/01 Race Il colore della Vittoria

 10/02 L’uomo che vide l’infinito

 24/02  Mamma o papà

 17/03 The Pills Sempre meglio che lavorare

 31/03 150 milligrammi

 07/04 Dopo l’Amore

 28/04 Il medico di campagna

  • Le proiezioni si terranno nel Salone Ipogeo della Parrocchia S.M.R. di Costantinopoli in Avellino, ore 18,00. (Inizio film ore 18,30).Ogni proiezione prevede la presentazione ed eventuale  dibattito  da parte di un moderatore con la possibile presenza di un ospite,comunicati nel corso dell’anno.
  • Ogni proiezione sarà corredata da scheda tecnica. Le schede dei film sono reperbili presso la sede delle proiezioni o sul sito Internet dell’associazione
  • L’ingresso è riservato a coloro che sono muniti di tessera C.S.C. Cinecircolo Santa Chiara 2018/2019 al costo di 5,00 (cinque) euro

Preleva qui il tuo programma

Per informazioni: info@cinechiara.it

Alla ricerca del tempo perduto

effatà

Recentemente con alcuni amici abbiamo ritrovato una “lettera pastorale” del compianto Cardinale Carlo
Maria Martini datata 1990 e dal titolo “Effattà–Apriti”, utilizzata in quegli nni come filo rosso tematico e di fondo nello svolgimento di un cineforum in parrocchia da parte del Cinecircolo Santa Chiara. Sono passati vari anni da quell’esperienza, peraltro ripetuta successivamente per circa un decennio, e“l’icona”utilizzata allora da Martini:“Babele”come luogo“dell’impossibilità di tutti gli umani a parlare tra di loro con un unico linguaggio”, in contesti che“ si accavallano, si confondono ed elidono a vicenda” , rimane assolutamente attuale.“Babele ”–riprende Martini-è il luogo degli appuntamenti mancati: le lingue non si intendono, gli equivoci si moltiplicano e la gente non si incontra. Al massimo ci si urta, ci si irrita vicenda, ciascuno si lamenta –aggiungiamo noi sperimenta spesso la solitudine, oggi anche quella derivante dalla tecnologia –perché l’altro non ha capito ”o è distratto.“Babele ”–quindi–è il simbolo della non comunicazione, della fatica e delle ambiguità a cui è soggetto il comunicare sulla terra”ed è anche simbolo di una civiltà in cui la confusione dei messaggi porta appunto all’isolamento ed alla sofferenza.Nasce da ciò la domanda angosciosa :”è possibile incontrarsi a Babele e ritrovare una comunicazione vera, autentica,in cui i gesti, i segni, le parole siano reciprocamente raccolti, accolti, capiti e non fraintesi? Allora“alla ricerca del tempo perduto” della mancata “comunicazione ”che spesso attraversa le nostre giornate e le nostre relazioni, ed “alla ricerca del tempo perduto” , quindi, anche per incontrarci e sperimentare l’autenticità, ma soprattutto trovare o ritrovare un“Luogo”ed un“Tempo Utile ”partendo da un linguaggio (quello delle immagini e del cinema) assolutamente vicino alla sensibilità di tutti.Il cardinale Martini alla domanda sulla“malattia del comunicare umano”contrappone infatti lascenarisanatrice della guarigione del sordomuto operata dal Cristo (Mc 7,31-37). Proprio attraverso“L’EFFATA”-APRITI”Gesù rilancia il sordomuto nel vortice gioioso della comunicazione, annientando la folla di solitudini che spesso anche noi sperimentiamo dentro le nostre esistenze, nei rapporti di coppia e nel rapporto genitori-figli, nelle famiglie, nella società ed anche talvolta nella Chiesa medesima.“Alla ricerca–infine–del tempo perduto”per buona sostanza per recuperarlo tutto, nella unica Presenzache sperimenta la vera“Pienezza”ed è costituita dal Signore della Vita in cui tutto è ricapitolato.