IL CINECIRCOLO SANTA CHIARA
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| MONSTER (Monster) | |
| Genere:Drammatico Regia: Patty Jenkins Interpreti: Charlize Theron (Aileen Wuornos), Christina Ricci (Selby Wall), Bruce Dern (Thomas), Scott Wilson (Horton), Lee Tergesen (Vincent Corey), Pruitt Taylor Vince (Gene), Annie Corley (Donna Tentler), Bubba Baker (Cubby). |
Nazionalità:Stati
Uniti/Germania Distribuzione: Nexo Anno di uscita: 2004 Orig.: Stati Uniti/Germania (2003) Sogg. e scenegg.: Patty Jenkins Fotogr.(Panoramica/a colori): Steven Bernstein Mus.: BT Montagg.: James Kurson, Arthur Coburn Dur.: 110' Produz.: Charlize Theron, Mark Damon, Clark Peterson, Donald Kushner, Brad Wyman VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. |
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Giudizio: |
Discutibile/scabrosità |
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Tematiche: |
Donna; Famiglia - genitori figli; Povertà-Emarginazione; Sessualità; Solidarietà-Amore; |
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Dopo un'adolescenza passata ad inseguire sogni impossibili, oggi, in età adulta, Aileen vive in miseria e fa la prostituta per guadagnare qualche soldo. Una notte un cliente tenta di violentarla, lei reagisce e in una difesa estrema lo uccide. Nessuno sul momento si accorge dell'episodio e Aileen non ne fa parola nemmeno con Selby, una ragazza conosciuta in un bar, attratta dalla forte personalità della donna e disposta a vivere con lei una storia d'amore e di reciproca solidarietà. Aileen vuole fare a Selby regali costosi, le promette viaggi e una nuova vita. Così prova a cercare un lavoro, ma da alcuni colloqui che affronta viene subito respinta. Torna allora sulla strada ma questi nuovi incontri, riportandole alla mente la violenza subita, scatenano in lei una rabbia incontrollata. Da quel momento i clienti finiscono tutti uccisi a colpi di pistola. Guardando i documenti di un uomo freddato in un bosco, Aileen si accorge che era un poliziotto. Le indagini si mettono in movimento e ben presto Aileen viene individuata e arrestata. Dal carcere telefona a Selby: la conversazione é registrata e per Aileen non ci sono più speranze. Condannata alla pena di morte, resta dodici anni in carcere, prima di essere giustiziata il 9 ottobre 2002. |
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Valutazione |
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La realtà del personaggio centrale (la precarietà dell'adolescenza, l' emarginazione da adulta, i delitti commessi, la morte sulla sedia elettrica) si incontra e si confonde con episodi di finzione secondo quel dosaggio di tanto cinema americano di taglio sociale-civile. Dunque cornici ambientali fortemente realistiche: gli spazi fuori dai contesti urbani, le villette basse, i locali notturni, i motel come illusorio rifugio da una fuga che non comincia mai. E poi una vita svolta quasi sempre di notte: ad indicare la necessità di restare nascosti, di dover essere 'invisibili' a se stessi e agli altri. Dentro queste cornici, il personaggio di Aileen é costruito tra dramma e melodramma. Non c'è indagine sociologica, non sono indicate colpe specifiche. Piuttosto la costruzione psicologica della protagonista punta sulla messa a nudo di una donna 'indifesa', sul suo sentirsi sola contro tutti, su una richiesta di aiuto che nessuno (nemmeno la giovane Selby) ha saputo o voluto ascoltare. Radiografia di un'America minore e del male esistenziale che l'attraversa, il racconto indulge troppo all'inizio nel mostrare il rapporto tra le due donne e ha qualche momento di pausa nella parte centrale. Risale però nel finale, quando gli interrogativi sul male, sulla colpa, sulla pena di morte come soluzione si affacciano con forza e ci interrogano: esistono persone 'cattive' per nascita? come rapportarsi con loro? come aiutarle a cambiare?. Temi interessanti dunque sono presenti e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, restando tuttavia opportuno segnalare le scabrosità che punteggiano la storia. |
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