IL CINECIRCOLO SANTA CHIARA
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| LA CASA DI SABBIA E NEBBIA (House of sand and fog) | |
| Genere:Metafora Regia: Vadim Perelman Interpreti: Jennifer Connelly (Kathy), Ben Kingsley (Massoud Amir Behrani), Ron Eldard (Burdon), Shohreh Aghdashloo, Jonathan Ahdont. |
Nazionalità:Stati
Uniti Distribuzione: Nexo Anno di uscita: 2004 Orig.: Stati Uniti (2003) Sogg.: basato sul romanzo di Andre Dubus III Scenegg.: Vadim Perelman e Shawn Lawrence Otto Fotogr.(Normale/a colori): Roger Deakins Mus.: James Horner Montagg.: Lisa Zeno Churgin Dur.: 126' Produz.: Michael London, Vadim Perelman. |
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Giudizio: |
Discutibile/ambiguo |
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Tematiche: |
Denaro, avidità; Famiglia; Metafore del nostro tempo; Rapporto tra culture; |
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Quando le viene notificato lo sfratto e la casa lasciatale dal padre va all'asta giudiziaria per mancato pagamento di tasse aziendali, Kathy entra in un forte stato depressivo. Da poco lasciata dal marito, la ragazza ben presto riprende a fumare e a bere. Connie, l'avvocato, si interessa al caso ma le offre vaghe promesse; Burdon, lo sceriffo della contea, invaghitosi di lei, le offre rifugio e compagnia. Nel frattempo la casa viene acquistata da Behrani, un ex ufficiale dell' esercito iraniano, profugo negli USA con moglie e figli. L' uomo in realtà ha comprato ad un prezzo basso per poter quanto prima rivenderla e ottenere i soldi necessari per mandare il figlio maschio all'università. Convinta di avere subito un torto, Kathy fa di tutto per mettere l'iraniano in difficoltà. La lite, nella quale si inserisce anche Burdon che per lei lascia moglie e figlioletti, assume toni sempre più duri e aspri. Succede allora che, mentre sono sotto sequestro da parte di Burdon, la polizia spara al figlio di Behrani, che muore in ospedale. Di fronte a questa perdita, Behrani compie un gesto estremo: torna a casa, avvelena la moglie, si chiude a sua volta nel cellophane, muore soffocato. Quando arriva, Kathy osserva quel triste spettacolo e dice: "Non è casa mia". |
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Valutazione |
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Muovendosi a metà tra ambienti realistici (riferimenti, spunti e problemi concreti) e il loro dilatarsi in zone meno plausibili, il racconto assume alla fine un taglio decisamente metaforico. Il tema centrale è quello del contrasto tra radicamento e sradicamento. La casa è luogo di riconoscimento per se stessi, sopratutto se è la stessa delle generazioni che ci hanno preceduto (il padre); la sua perdita è segno di solitudine e di fallimento. Ma anche la Patria è luogo di identità, e andare in un altro Paese vuol dire cercare di adattarsi senza snaturarsi. La sabbia e la nebbia in cui si nasconde l'edificio sono allora gli stessi dentro i quali speso si perdono i concetti di appartenenza, di riconoscimento, anche di proprietà. Il copione dunque, tratto da un romanzo e opera d'esordiente di Perelman, tocca argomenti centrali (non ultimo quello della famiglia) forse con un po' di confusione e di sovrabbondanza di 'azione'. Certo il finale (l'omicidio-suicidio) é amaro e induce a qualche pessimismo sulla possibilità di arrivare ad un equilibrio sociale. Ma fa riflettere e aiuta ad avere un approccio più consapevole nell'ambito dei rapporti interculturali. Dal punto di vista pastorale, il film è pertanto da valutare come discutibile, e generalmente ambiguo. |
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