IL CINECIRCOLO SANTA CHIARA
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| BIG FISH - Le storie di una vita incredibile (Big fish) | |
| Genere:Metafora Regia: Tim Burton Interpreti: Ewan McGregor (Edward Bloom giovane), Albert Finney (Edward Bloom anziano), Billy Crudup (Willy Bloom), Jessica Lange (Sandra Bloom anziana), Helena Bonham Carter (Jenny giovane e anziana/la strega), Alison Lohman (Sandra Bloom giovane), Robert Guillaume (dr. Bennett), Marion Cotillard (Josephine), Steve Buscemi (Norther Winslow), Danny De Vito (Amos Calloway). |
Nazionalità:Stati
Uniti Distribuzione: Columbia TriStar Films Italia Anno di uscita: 2004 Orig.: Stati Uniti (2003) Sogg.: tratto dal romanzo "Big fish: a story of mythic proportions" di Daniel Wallace Scenegg.: John August Fotogr.(Panoramica/a colori): Philippe Rousselot Mus.: Danny Elfman Montagg.: Chris Lebenzon Dur.: 125' Produz.: Richard D.Zanuck, Bruce Cohen, Dan Jinks. |
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Giudizio: |
Raccomandabile/poetico*** |
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Tematiche: |
Famiglia - genitori figli; Letteratura; Matrimonio - coppia; Metafore del nostro tempo; Solidarietà-Amore; |
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Nel corso degli anni Edward Bloom è diventato famoso per le storie che spesso racconta sulla propria vita: avventure incredibili e mirabolanti che lo hanno portato in giro per il mondo prima di fare ritorno nella cittadina di Ashton. Ora, anziano e costretto a letto da una malattia, Edward riceve la visita del figlio Will e subito inizia a ripetere quei racconti ai quali Will però non crede. Ecco però Edward da giovane innamorato di Sandra, che però conquisterà solo dopo fatiche e umili lavori in un circo. Ecco ancora Edward soldato in guerra alle prese con due cantanti gemelle siamesi coreane, con una strega con un occhio di vetro in grado di vedere il futuro, con un grosso pesce che rifiuta di farsi acciuffare. Tutto viene rivissuto, e intanto Will cerca di far capire al padre il proprio bisogno di conoscerlo meglio, scindendo finalmente la verità dalla fantasia. Quando Edward si aggrava e viene ricoverato, ad una sua precisa domanda Will inventa senza volerlo una risposta e allora capisce cosa il padre gli ha voluto dire. Edward muore. Al funerale sono presenti tutti i personaggi di una vita. Tempo dopo Will, divenuto padre, a sua volta intrattiene con varie storie il figlioletto. "Così un uomo diventa immortale". |
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Valutazione |
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Tim Burton è uno di quei registi per i quali il cinema resta il terreno ideale di incontro tra realtà e finzione, e l'invenzione narrativa può essere tanto più libera e fantasiosa quanto più resta attaccata alla vita di tutti i giorni. L'approccio quindi (come già in "Edward mani di forbice" e in "Batman il ritorno") è quello di una metafora, acuta e delicata, che attraverso il cittadino medio Edward Bloom fa emergere il bello e il brutto di una vita e dice come, con la capacità di sognare e di credere nella bellezza degli esseri umani, si possano superare momenti difficilissimi. Centrale diventa il rapporto padre-figlio nella trasmissione da una generazione all'altra di valori che si può far fatica a riconoscere ma alla fine si apprezzano e si condividono. La strategia di filtro della realtà tramite il sogno diventa un gioco, impacciato ma serio, finalizzato ad affermare sentimenti importanti: l'amore coniugale, la responsabilità, la capacità di mettere queste doti di fantasia anche al servizio degli altri. Costruito su un racconto ad incastro simile a caleidoscopio, poggiato su immagini simboliche e su un occhio visionario di notevole intelligenza e sensibilità, il film, con un finale felliniano però più stringato e compatto, comunica commozione, compostezza e pudore. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, e poetico. |
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