IL CINECIRCOLO SANTA CHIARA
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| ANDATA E RITORNO (/////) | |
Genere:Commedia |
Nazionalità:Italia Distribuzione: Medusa Film Anno di uscita: 2003 Orig.: Italia (2001) Sogg.: Alessandro Paci Scenegg.: Alessandro Paci, Andrea Paci, Pier Paolo Parco Fotogr.(Panoramica/a colori): Franco Di Giacomo Mus.: Bobo Rondelli Montagg.: Mirko Garrone Dur.: 90' Produz.: Vittorio Cecchi Gori. |
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Giudizio: |
Futile/grossolanità |
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Tematiche: |
Amicizia; Denaro, avidità; |
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Samuele é fidanzato con Sara, fa il cameriere in un ristorante e, nel tempo libero, fa compagnia all'anziano signor Sorelli, rimasto solo a casa. Quando quest'ultimo muore, il notaio convoca Samuele: a lui il Sorelli ha lasciato in eredità la considerevole cifra di 4 miliardi di lire. Per Samuele la vita all'improvviso cambia. Si licenzia dal lavoro, compra una macchina di alto livello, accetta subito l'invito del concessionario ad una festa dove conosce la bella Vanessa. Sara, sentendosi trascurata e vedendolo del tutto cambiato, lo lascia. Samuele intanto ascolta i discorsi di alcuni amici che hanno per le mani un grosso affare e dice che vuole partecipare: si tratta di comprare una miniera di marmo nero, e la sua quota è di 4 miliardi. Samuele firma l'assegno ma il giorno dopo i suoi 'amici' risultano scomparsi con i soldi. Tornato come prima, Samuele torna al ristorante e qui ascolta la conversazione tra Vanessa e il finto concessionario relativa alla truffa messa in atto ai suoi danni. Allora decide di prendersi una rivincita. Puntando sulla passione di Vanessa per l'antiquariato, fa sottrarre un vaso etrusco a casa della ragazza e ne fa preparare uno identico. Quello falso resta a casa, quello vero viene messo in vendita ad un'asta fasulla con apposti complici. Vanessa interviene e finisce per comprare il vaso per 4 miliardi. Tornata a casa per metterlo a fianco dell'altro, si accorge che quello é fasullo. Recuperati i soldi, Samuele ora capisce di doverli gestire con cura. Intanto Sara torna con lui e, insieme agli anziani del paese, tutti partono alla volta di Montecarlo. |
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Valutazione |
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Si tratta di un commediola di poche pretese, girata tra 2000 e 2001 (si parla di Lire) e rimasta bloccata (come molti altri lavori) dalle traversie del produttore Cecchi Gori. Alessandro Paci, già spalla di Ceccherini, tenta il salto del film "in prima persona" (ossia soggettista/protagonista/regista), cadendo negli stessi difetti di tanti comici che vogliono fare tutto da soli. Atmosfere, personaggi di contorno, umorismo riecheggiano il primo Pieraccioni, e una certa, recente inflazione di toscanità fa risaltare ancora di più stereotipi e ripetizioni. La trama è la tipica storia degli equivoci con beffa e controbeffa. Per cui ne risulta un prodotto modesto, e curiosamente 'povero', quasi volesse adattarsi alla descrizione di un protagonista fin troppo esile e di comprimari proposti come macchiette tutte esteriori. Dal punto di vista pastorale, la totale assenza di elementi di qualche sostanza fa valutare il film come futile, segnalando le grossolanità legate a situazioni inutilmente sguaiate e fuori misura. |
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